In galleria, sapere chi è presente e in quale tratta non è un dato organizzativo: è una condizione di sicurezza. Gli spazi sono confinati, le vie di fuga limitate e il collegamento con l’esterno difficile. In caso di emergenza, la prima informazione che serve è quante persone si trovano all’interno e dove. Per rispondere in modo affidabile occorre una tecnologia robusta, capace di funzionare in sotterraneo e di identificare le persone in modo automatico. È il ruolo della tecnologia RFID.
L’RFID è oggi lo strumento più adatto al tracciamento del personale in galleria, perché unisce affidabilità in ambienti difficili e semplicità d’uso, senza richiedere infrastrutture complesse o interventi da parte dell’operatore.
Che cos’è la tecnologia RFID
RFID è l’acronimo di Radio-Frequency Identification, identificazione a radiofrequenza. È una tecnologia che permette di riconoscere in modo automatico la presenza di un elemento grazie a un tag che comunica via radio con dei lettori fissi.
Nel tracciamento del personale, ogni operatore indossa un tag RFID. Lungo la galleria vengono installati lettori e antenne che rilevano i tag in transito. A differenza dei sistemi ottici, l’RFID non richiede il contatto né la linea di vista: la lettura avviene in automatico quando il tag entra nel campo dell’antenna, anche in presenza di polvere o scarsa illuminazione.
Perché l’RFID è adatto alla galleria
L’ambiente di una galleria è ostile a molte tecnologie. Polvere, umidità, assenza di luce naturale e conformazione degli spazi mettono in difficoltà i sistemi che dipendono dalla visibilità o da reti complesse. L’RFID, invece, offre diversi vantaggi concreti:
- Robustezza: funziona in modo affidabile in ambienti gravosi, dove i sistemi ottici perdono efficacia.
- Automatismo: la rilevazione non dipende da un’azione dell’operatore, che deve solo indossare il tag.
- Affidabilità dell’identificazione: ogni tag è associato a una persona, quindi il dato non è anonimo ma riferito a chi si trova effettivamente in quel punto.
- Semplicità di gestione: i tag sono economici e non richiedono manutenzione particolare.
Queste caratteristiche rendono l’RFID particolarmente indicato dove serve sapere con certezza chi è entrato, chi è uscito e chi è presente in una determinata tratta.
Tracciamento del personale e controllo delle tratte
Con l’RFID il tracciamento del personale avviene per presenza di zona. Posizionando i lettori ai punti di ingresso delle diverse tratte, il sistema registra in tempo reale il passaggio degli operatori e ricostruisce chi si trova in ciascun tratto della galleria.
Questo dato ha un valore operativo immediato. Consente di verificare che il numero di persone presenti sia coerente con quanto previsto, di controllare l’accesso alle aree più critiche e di ricostruire, quando serve, i movimenti avvenuti. Il tracciamento degli operatori in galleria trasforma così un’informazione spesso gestita a voce o su carta in un dato oggettivo e sempre aggiornato. Lo stesso principio abilita il controllo degli accessi, perché ogni ingresso viene identificato e autorizzato in automatico.
Gestione delle emergenze e delle evacuazioni
È nella gestione dell’emergenza che il tracciamento RFID mostra il suo contributo più concreto. Quando scatta un allarme, sapere in tempo reale quante persone sono all’interno e in quale tratta permette di indirizzare i soccorsi, gestire l’evacuazione e verificare che nessuno sia rimasto indietro.
Il dato di presenza si integra con i sistemi di allarme distribuiti lungo l’opera, come le postazioni SOS ed emergenza, e alimenta la gestione degli eventi: ogni segnalazione viene associata a una posizione e gestita secondo una procedura, senza dispersione di informazioni proprio nei momenti in cui contano di più.
La tecnologia AME e l’integrazione con AMESPHERE
AME ha sviluppato una tecnologia proprietaria basata su RFID per il tracciamento del personale in galleria, pensata per rispondere alle esigenze specifiche dei cantieri sotterranei. Il valore, però, non nasce solo dalla rilevazione: nasce da cosa si fa con i dati raccolti.
I dati di presenza confluiscono nella piattaforma AMESPHERE, che li mette in relazione con gli altri sistemi di sicurezza della galleria e li restituisce in forma leggibile, attraverso dashboard e report. In questo modo il tracciamento RFID non è un sistema isolato, ma parte di un quadro di safety intelligence che supporta le decisioni in tempo reale e nel tempo.
Domande frequenti
Che cos’è la tecnologia RFID?
RFID (Radio-Frequency Identification) è una tecnologia di identificazione a radiofrequenza: un tag indossato dall’operatore comunica via radio con lettori fissi, che ne rilevano automaticamente la presenza senza bisogno di contatto o linea di vista.
Perché usare l’RFID per il tracciamento in galleria?
Perché è robusto in ambienti gravosi (polvere, umidità, assenza di luce), funziona in sotterraneo e identifica in automatico chi entra, esce ed è presente in ciascuna tratta, senza richiedere azioni da parte dell’operatore.
Come aiuta l’RFID nella gestione delle emergenze?
Permette di sapere in tempo reale quante persone sono presenti e in quale tratta si trovano, informazione essenziale per indirizzare i soccorsi, gestire l’evacuazione e verificare che nessuno sia rimasto all’interno.